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Tassi di mortalità maschile e cancro della prostata

Uomini e i tassi di mortalità: come un semplice appuntamento può aiutare a salvare la vostra vita
 

Nella commedia di Shakespeare, Come vi piace, uno dei protagonisti descrive le sette età dell’uomo. C’è una brusco passaggio tra la mezza età, dove un uomo è rispettato e al massimo del suo percorso, e l’età avanzata, dove un uomo ha perso la sua influenza e si è deteriorato, sia mentalmente che fisicamente.

Diversamente dall’epoca in cui è vissuto Shakespeare, oggi abbiamo la capacità di creare una transizione solida e positiva tra queste fasi della vita, grazie ad un approccio proattivo verso la nostra salute.

E settembre è il momento migliore per gli uomini per ricordarlo, perché è il Mese della prevenzione del cancro della prostata.

Perché sempre più uomini devono curare il proprio corpo come un’automobile
A livello globale, il cancro della prostata è al momento la seconda diagnosi più frequente di cancro negli uomini, e complessivamente la quarta diagnosi di cancro più comune. Occupa il quinto posto come causa di morte collegata al cancro negli uomini a livello mondiale.

C’è però una buona notizia: Se diagnosticato subito, il cancro della prostata ha uno dei migliori tassi di remissione di qualunque altro tipo di cancro, con un tasso di sopravvivenza relativa a cinque anni pari a quasi il 100 percento.

Come molte malattie croniche, quali patologie cardiache e diabete, il cancro della prostata può essere silente per anni prima che venga rilevato qualunque sintomo riconoscibile. E quando i sintomi appaiono, il cancro è già ad uno stadio avanzato: quindi gli uomini hanno migliori possibilità di sopravvivere se il cancro viene diagnosticato prima che si espanda in altre parti del corpo.

Molti uomini però danno per scontato il fatto di stare bene. Anche quando sono presenti sintomi evidenti, spesso preferiamo ignorarli invece di chiedere aiuto o ammettere che c’è un problema. Tendiamo a credere di essere invincibili.

Questo è un atteggiamento da cambiare assolutamente.

Ovunque sulla terra, gli uomini hanno un’aspettativa di vita inferiore di quella delle donne e gli uomini sono più propensi a sviluppare il cancro rispetto alle donne. Gli esperti di medicina concordano sul fatto che l’ostacolo più grande nella diagnosi precoce di malattie come il cancro della prostata è la scarsa sensibilizzazione pubblica: ecco perché iniziative come il Mese della prevenzione del cancro della prostata possono essere utili.

Proprio il mese scorso, la American Academy of Family Physicians ha annunciato i risultati di un sondaggio sulla salute maschile online, sottolineando che quasi la metà degli uomini intervistati non è mai stata sottoposta a screening per il cancro del colon o della prostata, e solo il 52 percento si è sottoposto ad un esame obiettivo nell’ultimo anno.

Eppure, quasi la metà degli uomini intervistati ha affermato di impegnare almeno un’ora alla settimana per fare la manutenzione alla propria automobile, moto o altro mezzo motorizzato. Dopo tutto, una delle trasmissioni televisive più seguite al mondo ha per protagoniste le automobili.

Nessuno ci deve dire di sostituire una guarnizione per proteggere il motore dell’automobile o di sostituire una molla per non usurare la sospensione. Quindi perché non essere così proattivi e scrupolosi anche con il nostro corpo? Perché non ingaggiare i dottori come capitani della scuderia per la nostra salute?

Il facile appuntamento a cui tutti gli uomini non possono mancare
Serve solo un minimo sforzo per scoprire quali esami sono raccomandati ad ogni età, e parlare con i membri della famiglia per determinare i precedenti familiari di malattie. Il passo successivo è fissare un appuntamento per un esame obiettivo annuale.

Negli uomini che sviluppano il cancro della prostata, quelli con un precedente familiare di questa malattia la svilupperanno da sei a sette anni prima di quelli senza alcun precedente familiare, quindi questi uomini devono chiedere al proprio dottore informazioni sulle tempistiche per esami e screening, poiché sono soggetti a rischio elevato.

Le informazioni ci mettono in grado di avere discussioni aperte con i nostri medici, i quali possono intercettare malattie non diagnosticate. Vivere ogni età della nostra vita al massimo, sia mentalmente che fisicamente, può essere un’aspirazione realizzabile, se siamo disposti a scoprire come farlo.