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Disease Interception Accelerator

Concepire la sanità in modo diverso

Ricerca & Sviluppo

Research & Development

Judith Hinton Andrew, Rock Composite 22
Judith Hinton Andrew, Rock Composite 22

Immaginiamo un futuro in cui il termine “paziente” diventerà una cosa del passato, poiché la nuova normalità sarà intervenire e fermare la progressione della malattia in soggetti sani. I progressi di oggi nella scienza, nella tecnologia e nella salute digitale hanno aperto una nuova era per il nostro settore, e riteniamo che quello che ci aspetta per l’ecosistema sanitario sia veramente trasformazionale.

Janssen ha istituito nei primi mesi del 2015 il Disease Interception Accelerator (DIA), una piattaforma innovativa nella quale il focus è quello di portare un cambiamento di paradigma dalla diagnosi e dal trattamento della malattia alla previsione e prelazione. Abbiamo iniziato con il diabete di tipo 1 (DT1) e da allora abbiamo dato avvio a team di collaborazione aggiuntivi in settori quali la presbiopia/cataratta, la depressione perinatale e, più di recente, il cancro della cavità orale/orofaringeo. Tutti hanno un focus scientifico profondo con l’obiettivo finale di fornire soluzioni personalizzate di Intercettazione delle malattie che possano assumere una varietà di forme: farmaci, diagnostica, dispositivi e tecnologie.

Un fondamento scientifico per il cambiamento

In un rivoluzionario documento programmatico nel numero di ottobre 2015 della rivista Diabetes Care, la JDRF (Fondazione per la ricerca sul diabete giovanile), l’Endocrine Society (Associazione dei medici endocrinologi) e l’American Diabetes Association (ADA, Associazione americana per il diabete) hanno insieme disposto un sistema di stadiazione per il DT1 che supporta il fondamento di una strategia di intercettazione della malattia per il DT1. Vale a dire che la malattia ha inizio anni prima che compaiano i sintomi osservabili clinicamente, che il processo patologico in corso può essere rilevato dalla presenza di isolotti di autoanticorpi e che le tempistiche di intervento nel processo sono precoci, prima che la malattia comporti una dipendenza da insulina per tutta la vita. Si tratta di una dichiarazione potente per una condizione che richiede un pesante tributo sulle persone, gli operatori sanitari e il sistema sanitario. Non possiamo più attendere che la malattia si manifesti clinicamente; esiste un periodo di tempo per intervenire e dobbiamo identificare tale finestra temporale e progredire con la scienza sulla base di tali solidi principi.

La collaborazione porta al successo

Riconosciamo che la collaborazione è essenziale per progredire con l’intercettazione della malattia, il cui successo comporterà una migliore salute e benessere delle persone di tutto il mondo. Pertanto, siamo orientati a coltivare partnership esterne che vadano a completare e spingere le strategie di Intercettazione della malattia. Stiamo condividendo le risorse scientifiche e il potere intellettuale di organizzazioni di ricerca leader, quali la JDRF e la Washington University School of Medicine, per intercettare il DT1, con maggiori sforzi programmati per il futuro.

In ognuna delle nostre imprese, cerchiamo di sostenere gli approcci imprenditoriali, non tradizionali, accademici, farmaceutici e biotecnologici. Un esempio recente è il lavoro in corso con UbiVac, una società privata di immuno-oncologia, per cercare un potenziale approccio di intercettazione per il cancro della cavità orale/orofaringeo, uno dei tumori più diffusi a livello globale secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Inoltre, il DIA sta impegnando i futuri leader attraverso programmi interni ed esterni quali lo Square One Challenge presso la Hult International Business School, il quale chiede ai partecipanti di immaginare l’impatto dell’Intercettazione della malattia sui modelli sanitari futuri. Stiamo altresì estendendo la nostra portata a livello globale per cercare approcci di ricerca innovativi mediante una Sovvenzione all’Intercettazione della malattia in collaborazione con l’Agency for Science Technology and Research (A*STAR, Agenzia per la tecnologia e la ricerca scientifica) di Singapore.

Evolvere le cure sanitarie e modificare il comportamento

Siamo coscienti che un cambio di paradigma all'Intercettazione della malattia non sarà solo una prodezza scientifica e medica, ma richiederà alla comunità globale di “concepire in modo diverso” le modalità di approccio alle cure sanitarie. Poiché le soluzioni di Intercettazione della malattia diventeranno parte integrante del continuum sanitario, i consumatori, i professionisti sanitari, i contribuenti e i sistemi sanitari noteranno una sensibile evoluzione dei propri ruoli. A tal proposito, il DIA ha arruolato il Responsabile delle scienze comportamentali, Kevin Wildenhaus, Ph.D., per fornire assistenza in questa evoluzione di pensiero. In questo video, Kevin delinea il nostro approccio a educare e ispirare le persone a “concepire in modo diverso” la sanità.

Immaginiamo le possibilità... L’intercettazione della malattia creerà un paradigma completamente nuovo, un paradigma che ci farà finalmente progredire dalla cura della malattia alla cura della salute. Non vediamo l’ora di tenervi aggiornati su questo viaggio e incoraggiamo l’invio di pensieri e approfondimenti qui condividendo un commento.

Informazioni sull’autore

Benjamin Wiegand

In qualità di responsabile globale del Disease Interception Accelerator (DIA), Ben Wiegand si occupa dello sviluppo e dell’implementazione di strategie per questo gruppo autonomo simile a un incubatore d’impresa con lo scopo di identificare le cause alla radice delle malattie e consentire lo sviluppo di interventi che arrestino il progresso verso la malattia. Il DIA punta a comprendere la suscettibilità della malattia, la valutazione del rischio, e ad affrontare le origini della patologia come la predisposizione genetica, l’esposizione ambientale e le alterazioni fenotipiche. Ben ha conseguito la laurea di primo livello in chimica presso l’Università dell’Illinois, e la laurea di secondo livello e il Ph.D. in chimica fisica presso l’Università di Harvard.