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Artificial Intelligence

L’intelligenza artificiale può cambiare il nostro modo di scoprire nuovi farmaci?
Settembre 04, 2018

La domanda principale adesso è proprio questa: L’intelligenza artificiale (chiamata anche AI) può cambiare il modo in cui gli scienziati scoprono nuovi farmaci?

La riposta è “Sì” in base alla nuova ricerca degli scienziati di Janssen che hanno scoperto un modo per accelerare il processo di scoperta dei farmaci usando l’AI.

Non è un segreto che da decenni Janssen è all’avanguardia nell’innovazione dei trattamenti. Infatti, il dott. Paul Janssen, il medico belga che ha fondato la nostra azienda nel 1953, ha scoperto e sviluppato dozzine di farmaci salvavita durante tutta la sua carriera.

Tradizionalmente, il processo di scoperta di nuovi farmaci impiega anni, a causa della vasta quantità di dati che gli scienziati devono esaminare per identificare per la prima volta i composti chimici che, con la massima probabilità, aiutano a trattare una patologia mirata, prima che possano persino iniziare a testarne l’efficacia. 

Ma una recente analisi pubblicata nella rivista Cell Chemical Biology ha presentato un entusiasmante sviluppo quando si parla di scoperta di farmaci: Gli scienziati Janssen hanno scoperto un nuovo modo per sfruttare l’AI - usando sistemi informatici per eseguire determinate attività che di solito richiedono un’intelligenza umana (chiamata anche "machine learning”) per accelerare il processo. 

Come l’AI sta reinventando la scoperta dei farmaci 

In un tipico esperimento di scoperta dei farmaci, le cellule che rappresentano una patologia specifica, come il cancro del polmone, vengono esposte a numerosi composti, e viene scattata un’istantanea di microscopia da ciascuna reazione che segue. 

Un esperimento simile potrebbe generare mezzo milione di istantanee. Gli scienziati di solito utilizzano l’AI per catalogarle, con l’obiettivo di trovare un composto che potrebbe creare la reazione desiderata per la malattia che stanno studiando.

Tuttavia, non c’è stato un modo per utilizzare i dati raccolti da quelle istantanee per informare gli esperimenti successivi per altre malattie. Capendo quanto sia prezioso riciclare queste nozioni, i ricercatori Janssen si sono riuniti con i partner accademici di tutte le principali università europee per sviluppare algoritmi informatici che gli scienziati possono ora utilizzare per predire come, con molta probabilità, altri tipi di cellule reagiranno agli stessi composti, dando loro una mano quando iniziano un nuovo studio.

“Non dobbiamo più iniziare ogni volta da zero”, spiega Hugo Ceulemans, Direttore scientifico, Scoperte scientifiche, Janssen Research & Development, e autore senior dello studio.

Infatti, Ceulemans e il suo team hanno scoperto che questo metodo AI è 250 volte più efficace del metodo tradizionale della scoperta di farmaci.

“Quando si parla di farmaci, ci sono molte esigenze non soddisfatte”, dice Ceulemans. “I nostri algoritmi possono aiutarci ad estrarre meglio le nostre informazioni per trovare trattamenti migliori più velocemente.”

Questo articolo, scritto da Kaitlin Ahern, è apparso per la prima volta su www.jnj.com nel maggio 2018. 

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