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Emicrania

L'emicrania è un disturbo neurologico caratterizzato da un mal di testa (cefalea) prevalentemente unilaterale, pulsante, intermittente, di intensità da moderata a grave, che può essere ulteriormente aggravato dalla normale attività fisica. Altri sintomi dell'emicrania possono essere: nausea e vomito, estrema sensibilità alla luce (fotofobia), ai rumori (fonofobia) o agli odori (osmofobia).

In circa il 15% delle persone che soffrono di emicrania può essere presente la cosiddetta "aura": è quella fase della durata compresa tra 5 e 60 minuti (in media 20-30 minuti) che precede l’attacco emicranico, completamente reversibile, e che in oltre l’80% dei casi è rappresentata da disturbi della vista. Questi disturbi visivi possono essere positivi (lampi di luce, immagini scintillanti, stelline, linee a zig-zag o a ferro di cavallo) o negativi, più rari (deficit di vista in un quadrante del campo visivo detto quadrantopsia, in casi più gravi perdita del campo visivo).

L'emicrania è tre volte più comune nelle donne che negli uomini. Oggi si stima che il 18% delle donne, il 6% degli uomini e un numero crescente di bambini soffra di emicrania.

Il dolore dell'emicrania è reale, e ha un serio impatto su tutti gli aspetti della vita quotidiana di chi ne soffre. Ogni persona che soffre di emicrania è differente, perciò esistono differenti modi di trattarla. Acquisire la conoscenza e la comprensione della propria emicrania può essere di aiuto per controllarla e conoscere le opzioni di trattamento.

Per maggiori informazioni sull’emicrania, visita il sito Prevenzione Emicrania

 
Gastroenterologia

La malattia da reflusso gastroesofageo (MRGE) è una condizione che si sviluppa quando il reflusso del contenuto dello stomaco nell'esofago determina sintomi rilevanti per il paziente, quali ad esempio bruciore retrosternale (pirosi) e rigurgito e/o complicanze quali, solo a titolo di esempio, esofagite, esofago di Barrett, adenocarcinoma esofageo.

Esistono due tipi principali di MRGE: la malattia da reflusso gastroesofageo erosiva detta anche esofagite erosiva (ERD Erosive Reflux Disease, malattia da Reflusso Erosiva), caratterizzata da un'infiammazione dell'esofago (esofagite) e lesioni a livello della mucosa dell'esofago e la MRGE sintomatica, senza esofagite (NERD Non Erosive Reflux Disease, Malattia da Reflusso Non Erosiva), nella quale l'infiammazione a carico dell'estremità inferiore dell'esofago è minima o assente, così come sono assenti lesioni a livello della mucosa esofagea.

In entrambi i casi si osserva un’eccessiva risalita del contenuto acido dello stomaco (cibo e succhi gastrici) da quest’ultimo verso l’esofago. Il cibo, che risale, può refluire fino ad arrivare in bocca, sotto forma di un’“eruttazione umida” simile al vomito, ma di volume inferiore e non preceduta da conati, nausea o contrazioni del diaframma.

Lo sviluppo di un danno a carico dell’esofago (MRGE erosiva) dipende da quanto materiale acido rifluisce e per quanto tempo. Un reflusso eccessivo di acido può erodere l’epitelio dell’esofago, provocando infiammazione e formazione di ulcere, alterandone il processo di riparazione.  La condizione in cui il tessuto epiteliale dell'esofago ripara il danno sostituendo la normale mucosa con un epitelio simile a quello che tappezza internamente le pareti dello stomaco o del duodeno (tratto iniziale dell’intestino tenue) si chiama esofago di Barrett. Questa nuova mucosa, che l’esofago genera spontaneamente, è una sorta di ‘meccanismo di difesa’ ai continui attacchi acidi dovuti ad un reflusso cronico. L'esofago di Barrett è una complicanza che va trattata e monitorata poiché può sporadicamente evolvere in un tumore detto adenocarcinoma esofageo.

Sebbene i pazienti affetti da MRGE sintomatica non presentino un danno o delle complicanze a livello della mucosa epiteliale dell’esofago, possono lamentare una sintomatologia tanto grave quanto quella manifestata dai soggetti con esofagite erosiva.

Terapia del dolore