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Neuroscienze

Neuroscienze
L’area terapeutica delle Neuroscienze

Nel corso della nostra storia ci ha sempre contraddistinto l’impegno nello sviluppo di soluzioni farmaceutiche innovative per il trattamento dei disturbi cognitivi, delle psicosi e del dolore.

Con oltre 50 anni di esperienza alle spalle in quest’area terapeutica, la nostra volontà è quella di continuare a mutare il paradigma dei trattamenti farmacologici, per innalzare gli standard di cura delle persone affette da patologie neuropsichiatriche o da dolore severo.

Siamo convinti che la terapia farmacologica sia solo l’inizio della cura e che, unendo sinergicamente due punti di forza del Gruppo J&J, come il settore farmaceutico e il medicale e diagnostico, integrando le esperienze in campo informatico e nella genomica, sia possibile ottenere soluzioni terapeutiche mirate e rivoluzionarie.

 
Schizofrenia

La schizofrenia

La schizofrenia è un disturbo mentale grave, complesso e spesso disabilitante, i cui primi sintomi si manifestano generalmente nel corso dell'adolescenza e nei primi anni dell'età adulta.

Le persone affette da schizofrenia possono presentare allucinazioni, deliri, nonché comportamenti inusuali. Per questi motivi, coloro che ne vengono colpiti incontrano serie difficoltà ad interagire con gli altri e tendono ad isolarsi.

Nella maggior parte dei casi la schizofrenia è una malattia cronica: gran parte dei soggetti mostra riesacerbazioni e remissioni dei sintomi attivi, mentre altri hanno un decorso di deterioramento progressivo. Sebbene la disponibilità di farmaci antipsicotici abbia migliorato le condizioni di molti pazienti, la gestione della patologia rimane ancora una difficile sfida per gli psichiatri.

Non esiste un fattore specifico che possa essere identificato come causa principale della schizofrenia. Si ritiene che sia l'interazione di diversi fattori a contribuire al suo sviluppo, quali ad esempio fattori genetici, ambientali, condizioni avverse prenatali e perinatali (stress, infezioni, malnutrizione, diabete materno) e abuso di cannabis.

La prevalenza della schizofrenia è circa lo 0,3-0,7 % della popolazione generale, variabile tra razze ed etnie. Anche il rapporto tra maschi e femmine differisce nelle diverse popolazioni. Nel sesso maschile la malattia tende a manifestarsi per la prima volta principalmente nella fascia di età tra i 16 ed i 25 anni, mentre nel sesso femminile i sintomi tendono a manifestarsi tra i 25 e i 35 anni.

Per maggiori informazioni sulla schizofrenia, visita Schizofrenia24x7.it, Janssen Disease Lens e la pagina Facebook Marco JC

 

Terapia del dolore

Il dolore è una sensazione soggettiva spiacevole di sofferenza fisica, che può essere acuta, quando dura per un breve periodo, o cronica, quando presenta una durata più lunga, secondo alcune definizioni maggiore di 6 mesi.

Il dolore acuto spesso compare all'improvviso, si presenta come pungente, localizzato, a volte può anche irradiarsi ai tessuti circostanti e ha una causa facilmente diagnosticabile (es. frattura, dolore da intervento chirurgico, da infezione in atto). Questa tipologia di dolore funge da segnale di allarme e indica l’esistenza di un danno tissutale in atto, tale però da poter essere riparato. Ciò che causa il dolore è la normale risposta nervosa a uno stimolo avverso o dannoso, che può essere di natura meccanica, termica o chimica. Il dolore acuto ha una durata limitata perché tende a diminuire con la guarigione della causa che l’ha provocato.

Il dolore cronico, invece, è spesso indipendente dalla sua causa originale; non rappresenta la sola estensione temporale del dolore acuto, bensì va considerato una risposta di maladattamento al dolore. La causa del dolore cronico può non esistere più, ma i nervi sovrastimolati segnalano comunque al cervello l’esistenza di un dolore, oppure esistere ancora, ma non sempre può essere trattata o rimossa (come, ad esempio, in alcuni casi di dolore oncologico).

Il dolore costante o intermittente è quindi sopravvissuto oltre al suo scopo, in quanto non è più di nessun aiuto all’organismo per prevenire una lesione.

Normalmente, il dolore cronico è più difficile da trattare rispetto al dolore acuto e compromette pesantemente le capacità fisiche, emotive, lavorative dei pazienti e in generale la loro qualità di vita.

 

Epilessia

L’epilessia è una malattia neurologica cronica caratterizzata dalla comparsa di crisi improvvise (crisi epilettiche), che si manifestano senza essere precedute da alcun segnale e che tendono a essere ricorrenti.

Le crisi epilettiche dipendono da un improvviso eccesso di attività delle cellule del cervello: è come se il cervello andasse in cortocircuito e fosse investito da una scarica d’impulsi irregolari e improvvisi. Queste scariche possono interessare solo un gruppo di cellule o più aree. Nella maggioranza dei casi nell’arco di pochi minuti, le cellule riprendono la loro normale attività e la persona non presenta alcuna conseguenza di quanto successo.

Durante una crisi epilettica il paziente può presentare irrigidimento, scosse e/o la perdita di alcune funzioni come la muscolatura, la vescica o la coscienza. Esistono diversi tipi di crisi, che vanno da una compromissione della coscienza di pochi secondi, fino a crisi di maggior entità con una completa perdita dei sensi.

L’epilessia può manifestarsi a ogni età e in forme assai diverse; per questo, vista la sua varietà, si parla genericamente di epilessie.

In circa il 30% dei casi, l’epilessia è attribuibile a fattori quali carenza di ossigeno alla nascita, gravi lesioni al cervello, tumori o infezioni cerebrali o ictus. Alcune forme sembrano, invece, avere una predisposizione genetica, anche se va detto che non sempre la causa può essere identificata.

 

Demenza

La demenza è una disfunzione cerebrale progressiva e irreversibile, che determina una compromissione delle facoltà mentali, provocando disturbi della memoria, dell'orientamento, dell'attenzione e alterazioni della personalità. Provoca nel tempo una crescente limitazione delle attività quotidiane fino alla necessità di assistenza continua.

La forma più comune di demenza è l’Alzheimer, una condizione neurodegenerativa progressiva, caratterizzata da un declino graduale delle capacità cognitive e da comportamenti anomali. Più della metà delle persone affette da demenza soffre di malattia di Alzheimer.

Nei pazienti affetti da Alzheimer si osserva una perdita di cellule nervose nelle aree cerebrali vitali per la memoria e per altre funzioni cognitive con un conseguente mal funzionamento del cervello (perdita di memoria, alterazioni delle capacità mentali, sbalzi di umore, disturbi del comportamento).

Nel 10-15% dei casi di demenza, invece, si ha a che fare con una demenza multi-infarto o vascolare, in cui le cellule nervose risentono della mancanza di ossigeno e glucosio, a causa di un'alterazione della circolazione sanguigna cerebrale conseguente ad eventi acuti come ictus o emorragia cerebrale o a patologie croniche come l'aterosclerosi. Non è sempre facile distinguere questa sindrome dall’Alzheimer, anche se la demenza multi-infarto, generalmente, progredisce in modo molto più rapido.

La frequenza della demenza nella popolazione occidentale aumenta con l'avanzare dell'età. È inferiore all’1% nella popolazione compresa tra i 60-64 anni, ma aumenta in modo esponenziale arrivando a essere superiore al 20% negli ultraottantacinquenni.

Per maggiori informazioni sull’Alzheimer, visita il sito Janssen Disease Lens