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I COLORI DELLA PROPRIA VITA

“I COLORI DELLA PROPRIA VITA”

Roberta Lo Muto

Sono di Amalfi e mi sono laureata a Napoli. Inseguendo un sogno ho impacchettato le mie cose e mi sono trasferita al nord con il mio fidanzato. Ma la mia storia professionale era iniziata molto prima, subito dopo gli studi. Avevo lavorato per nove anni in università, seguendo importanti progetti di ricerca. Ma non c’era futuro. Per trasformare la passione in professione occorre molta fortuna e bisogna essere disposti ad accettare sacrifici e compromessi. Sul fronte dei sacrifici siamo tutti ben preparati; su quello dei compromessi - per fortuna - siamo un po' più fragili. Avevo lavorato gratuitamente troppo a lungo. Oggi considero quel periodo una sorta di donazione personale alla conoscenza scientifica!

Con il mio fidanzato - che poi è diventato mio marito - ci siamo dati sei mesi di tempo per cercare lavoro, promettendoci che il primo che l'avesse trovato sarebbe stato seguito dall’altro. Ho vinto io, e dopo due mesi abbiamo fatto le valigie.

Nel mondo farmaceutico ho trovato il mio ambiente ideale: un contesto molto professionale dove la ricerca scientifica si concretizza, esce dai laboratori e arriva ai pazienti. Non ho rimpianti: tutto ciò che ho fatto nella vita mi ha portato dove sono ora. È stato un lungo e proficuo periodo di apprendistato.

L'ambiente della ricerca in Italia è molto femminile, ma governato da un sistema di regole fortemente maschili. Invece, in questa azienda, lo scenario è completamente differente. Non mi sento mai giudicata per nulla che non siano le mie capacità, la mia professionalità, le mie motivazioni. Sono una donna molto passionale e al tempo stesso rigorosa. La passione spinge verso l'obiettivo, il rigore permette di raggiungerlo senza approssimazioni. La caratteristica che veramente mi interessa è la flessibilità unita alla ricerca dell'equilibrio: la capacità di rispondere agli stimoli con una varietà di soluzioni. Occorre avere molti colori nella propria tavolozza. Mi piace la teoria che divide la personalità in quattro colori fondamentali: il rosso della potenza, il verde dell'emotività, il blu dell'analisi, il giallo della socialità. Nel mio spettro individuale c'è sicuramente una predominanza di verde e di blu, con una forte vicinanza tra il blu e il rosso. Sono appunto una persona forte e analitica, ma anche emotiva. Vengo da una famiglia unita e numerosa. Non ho difficoltà a considerare la maternità un elemento centrale nella vita di una donna, solo che da quel punto di vista il mio orologio biologico non ha ancora suonato la sveglia. Al momento non mi sento ancora una madre. Un domani sarà importante scegliere di diventarlo. Che bella cosa la libertà di scelta! Quella libertà che considero un diritto fondamentale di ogni essere umano. In azienda nessuno mi considera meno donna perché non sono ancora madre, e so che nessuno mi giudicherà meno professionista quando deciderò di diventarlo.