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VENT’ANNI DOPO

“VENT’ANNI DOPO”

Alessandra Sinibaldi

Lavoro in quest'azienda da quasi vent'anni. Durante gli studi avevo già visitato la nostra sede di Latina, uno stabilimento che i professori consideravano particolarmente all’avanguardia. Poi sono stata assunta e ricordo ancora oggi l'emozione, la sorpresa di ritrovarmi nello stesso luogo non più come studentessa ma come lavoratrice. Dopo un paio d'anni si è presentata l'opportunità di trasferirmi a Milano e l'ho colta al volo, perché il mio fidanzato era di Monza. Ci siamo sposati e abbiamo messo al mondo due gemelle che oggi hanno dodici anni. Da allora, la nostra vita è qui.

Non dimentico le prime cene di Natale, quando vedevo la Direzione premiare i dipendenti con vent'anni di attività. Io, così giovane all'epoca, li guardavo stupita e ammirata: non credevo possibile rimanere così a lungo nella stessa azienda. E adesso eccomi qua, pronta a ritirare il mio premio alla prossima cena di Natale!

In tutto questo tempo ho ricoperto molti ruoli, sempre più impegnativi. Mi è stato chiesto di assumere maggiori responsabilità, ma nessuno ha mai preteso che dimenticassi il mio ruolo di madre. La nostra è un'azienda speciale, che apprezza e sostiene la dimensione familiare dei propri manager. Soprattutto delle donne. L'ambiente è giustamente competitivo e gli obiettivi ambiziosi, ma le persone sono trasparenti, autonome, responsabilizzate. Sono sempre le persone a fare le aziende.

Avere molte donne ai vertici contribuisce a formare una mentalità nuova, capace di migliorare le relazioni tra le persone e creare un clima positivo. Emerge l'immagine di un luogo bello da abitare, dove è possibile esprimere la propria individualità all'interno di una comunità.

In questo periodo sto conducendo molti colloqui e mi accorgo di non chiedere mai lo stato civile dei candidati. Cerchiamo persone di qualità e valutiamo il valore di ciascuno senza pregiudizi. Nella nostra società resistono ancora molti luoghi comuni da smontare. Ad esempio si pensa che le persone senza figli tendano a lavorare di più, ma non è detto che quel tempo sia realmente produttivo. Personalmente sono orgogliosa di essere una madre e una manager. Credo che sia molto importante avere tante donne ai più alti livelli dirigenziali, ma è fondamentale che ci arrivino da donne, rimanendo sempre stesse.

La maternità deve essere considerata una libera scelta, un valore e una scuola di vita. S'impara tanto a essere mamme: i figli arricchiscono non solo la personalità, ma anche la professionalità delle loro madri. Aiutano a vedere le cose in prospettiva e a mettersi nei panni degli altri. Insegnano ad ascoltare. C'è una bellissima frase di Epitteto, il filosofo greco, che dice che “gli esseri umani sono stati creati con due orecchie e una sola bocca per ascoltare il doppio e parlare la metà”.